Happy Days
Happy Days (1974-1984)

Prima trasmissione USA: 15 gennaio 1974
Ultima trasmissione USA: 12 luglio 1984

Interpreti principali e personaggi:
Ron Howard (Richie Cunningham, 1974-1980), Henry Winkler (Arthur “Fonzie” Fonzarelli), Tom Bosley (Howard Cunningham), Marion Ross (Marion Cunningham), Anson Williams (Warren “Potsie” Weber, 1974-1983), Donny Most (Ralph Malph, 1974-1980), Erin Moran (Joanie Cunningham), Gavan O’Herlihy (Chuck Cunningham, 1974), Randolph Roberts (Chuck Cunningham, 1974-1975), Neil J. Schwartz (Bag Zambroski, 1974-1975), Beatrice Colen (Marsha Simms, 1974-1976), Linda Purl (Gloria, 1974-1975) (Ashley Pfister, 1982-83), Misty Rowe (Wendy, 1974-1975), Tita Bell (Trudy, 1974-1975), Pat Morita (Arnold, 1975-1976 / 1982-1983), Al Molinaro (Alfred Delvecchio, 1976-1982), Scott Baio (Charles “Chachi” Arcola, 1977-1984), Lynda Goodfriend (Lori Beth Allen Cunningham, 1977-1982), Denis Mandel (Eugene Belvin, 1980-1982), Harris Kal (Bobby, 1980-1982), Cathy Silvers (Jenny Piccalo, 1980-1983), Ted McGinley (Roger Phillips, 1980-1984), Billy Warlock (Flip Phillips, 1982), Crystal Bernard (K.C. Cunningham, 1982-1983), Heather O’Rourke (Heather Pfister, 1982-1983), Ed Peck (Kirk, il poliziotto)
Creatore:
Garry Marshall

Spunto
Vita quotidiana di un gruppo di ragazzi e della famiglia di uno di loro, i Cunningham, nella Milwaukee degli anni ‘50.
La serie
Happy Days nasce da un episodio della serie creata da Hanna & Barbera Love, American Style (per esattezza l’episodio Love and the Happy Days andato in onda il 25 febbraio del 1972) ma è il successo di American Graffiti, diretto nel 1972 da George Lucas e in cui Ron Howard aveva una parte, a salvarlo dal novero delle serie mai realizzate.
Infatti, nel 1972 viene girato un episodio pilota (per una serie che si intendeva intitolare New Family in Town) con protagonisti Ron Howard nel ruolo di Richie Cunningham, Howard Gould in quello di Howard Cunnigham, Marion Ross in quello di sua moglie Marion e in cui non mancavano nemmeno Anson Williams come Potsie e i personaggi di Joanie e Chuck. Il pilota non suscita l’interesse della Paramount, che sceglie di non mettere in produzione la serie e ricicla l’episodio per Love, American Style. A questo punto entra in gioco George Lucas, che chiede di vedere l’episodio per verificare se Ron Howard sarebbe stato credibile per il ruolo che voleva affidargli in American Graffiti. Ron Howard ottiene la parte, il film esce e il suo enorme successo fa rivedere alla Paramount la decisione di non produrre la serie.
Garry Marshall cambia alcuni attori (Howard Gould viene sostituito da Tom Bosley e cambiano anche i volti di Chuck e Joanie) e la serie viene messa in produzione. La serie, come il film, gioca sulla nostalgia per gli anni ‘50 e segue innanzitutto le vicissitudini di due studenti liceali di Milwaukee, Richie Cunningham e Potsie Weber. Richie abita con la sua famiglia: il padre proprietario di un negozio di ferramenta, la madre casalinga, il fratello maggiore Chuck e la sorella minore Joanie. Per aggiungere un po’ di pepe alle storie, non limitandole a due studenti liceali, Garry Marshall inventa il personaggio di Arthur Fonzarelli, un giovane meccanico noto come Fonzie.
È una mossa vincente perché permette agli autori di giocare sulla contrapposizione tra i due timidi studenti e lo scafato Fonzie. Se all’inizio Fonzie è una presenza marginale, col passare del tempo prende sempre più spazio (a scapito anche di Chuck Cunningham, che scompare nel 1975 e non verrà più nominato) grazie anche alla buona definizione del personaggio da parte degli autori e all’interpretazione di Henry Winkler, che lo rendono un personaggio meno unidimensionale di quanto lo sia un personaggio tipico da sitcom.
Quello che diventa il punto di forza della serie, ne diventa però anche il limite: Fonzie assume sempre più spazio e con il tempo il suo carattere perde in credibilità diventando quasi una caricatura.
Come in tutte le serie longeve, i cambiamenti nel cast sono numerosi. Nel 1977 arriva Chachi, il giovane nipote di Fonzie, scelto anche per tenere viva l’attenzione del pubblico più giovane (Scott Baio, l’attore che lo interpreta, diventerà un idolo delle ragazzine dell’epoca) e Lori Beth, che sarà la fidanzata di Richie prima e sua moglie poi.
Pat Morita, il proprietario di Arnold, il locale che i ragazzi frequentano dopo scuola, lascia la gestione del locale a Al Molinaro (nel ruolo di Alfred DelVecchio) nel 1976 per poi tornare nel 1982.
Intanto la serie ha un successo tale (tra il 1976 e il 1979 è sempre presente entro le prime tre posizioni della classifica Nielsen dei programmi più visti) da premiare qualsiasi personaggio vi appaia, anche se marginalmente, come l’alieno Mork (che avrà una propria serie - Mork & Mindy – in onda dal 1978 e il 1982) e Laverne e Shirley (Laverne & Shirley, grande successo in onda tra il 1976 e il 1983). Al personaggio di Nancy Blansky (interpretata dalla grande Nancy Walker), cugina di Howard Cunningham, basta una sola apparizione per avere una sua propria serie, Blansky’s Beauties, serie francamente brutta che non riuscirà nemmeno a completare la sua prima stagione prima di venire cancellata. Anche Chachi ottiene la sua propria serie, Joanie Loves Chachi, in cui divide la scena con la sorellina di Richie Cunningham ma che non piace e viene cancellata dopo 17 episodi (ma i due personaggi non lasceranno Happy Days nemmeno durante la messa in onda dello spin-off).

Joanie e Chachi
Il cambiamento più incisivo avviene nel 1980, quando Ron Howard e Donny Most decidono di lasciare la serie e i loro personaggi vengono fatti diplomare e arruolare nell’esercito. Da questo momento la presenza di Richie è solo telefonica e il suo posto in famiglia viene preso da Fonzie. Intanto sono già gli anni ‘60 e la serie, dopo altri arrivi nel cast (tra cui Roger, nipote di Howard, che si trasferisce in casa Cunningham per riprendere il ruolo, una volta di Richie, di contrappunto per Fonzie), arranca nel tentativo di mettere in scena storie capaci di tenere attenti i telespettatori, che lentamente dimiuiscono, si avvicina quindi la sua fine per stanchezza. Richie fa ritorno il tempo di un episodio con Lori Beth, nel frattempo diventata sua moglie, e il loro bambino Richie Jr. sulla strada per Hollywood, dove lui intende seguire il suo sogno di diventare sceneggiatore. Torneranno per l’ultimo episodio, dove vedremo Fonzie che ha adottato un bambino e Joanie e Chachi finalmente sposi.
Gli anni ‘50 (e ‘60) più improbabili e nel contempo più irresistibili della TV chiudono i battenti nel 1984 dopo undici stagioni di enorme successo, alcuni spin-off e addirittura una serie animata ispirata alla serie.

Curiosità sulla serie:
Il sito www.jumptheshark.com, che tenta con il contributo dei suoi visitatori di definire il momento esatto in cui una serie TV imbocca la strada del declino, trae ispirazione per il suo nome da un episodio del 1977 di Happy Days in cui Fonzie, con tanto di giubbotto di pelle, supera con gli sci d’acqua uno squalo.

Fonzie salta lo squalo
I figli di Howard e Marion Cunningham erano in origine tre: Chuck, Richie e Joanie. Chuck sparirà dalla serie nel 1975 per non farvi più ritorno senza che venga più citato. Nell’ultimo episodio della serie, Howard Cunningham parla di quanto i suoi due figli lo abbiano reso felice. Il primogenito pare essere scomparso anche dalla sua memoria. Chuck, secondo Garry Marshall, sarebbe stato cancellato per lasciare più spazio a Fonzie.
Il gibbotto di pelle di Fonzie, un vero e proprio segno distintivo per il personaggio, farà la sua comparsa solo dalla seconda stagione. Nella prima il personaggio indossa sempre una, più dignitosa secondo la ABC, giacca a vento grigia.
La prima stagione e buona parte della seconda venne girata con una sola telecamera per poi passare a tre telecamere nelle stagioni seguenti.
Nella sua prima apparizione nella serie, Mork guarda un episodio della serie The Andy Griffith Show e dice di gradire particolarmente il personaggio di Opie. Il personaggio di Opie era interpretato nella serie da Ron Howard, a partire dall’età di sei anni.
In un episodio, i Cunningham escono da una sala cinematografico dove hanno assistito alla proiezione di The Music Man (1962) di Morton DaCosta. Marion, derisa in questo da suo figlio, dice che il bambino nel film assomiglia molto a Richie. Il ruolo del bambino nel film era interpretato realmente da Ron Howard quando aveva otto anni.
Il fatto che venisse utilizzata come sigla per la serie, fece sì che Rock Around the Clocktornasse in classifica 19 anni dopo la sua prima pubblicazione, avvenuta nel 1955.
Nel 1976, la nuova sigla di Happy Days era al quinto posto dei singoli più venduti.

Alfred DelVecchio con Fonzie
Posizione nella classifica degli ascolti Nielsen per stagione
(solo prime 30 posizioni):
settembre 1974-aprile 1975: – (All in the Family)
settembre 1975-aprile 1976: 11 (All in the Family)
settembre 1976-aprile 1977: 1
settembre 1977-aprile 1978: 2 (Laverne & Shirley)
settembre 1978-aprile 1979: 3 (Laverne & Shirley)
settembre 1979-aprile 1980: 17 (60 Minutes)
settembre 1980-aprile 1981: 15 (Dallas)
settembre 1981-aprile 1982: 18 (Dallas)
settembre 1982-aprile 1983: 28 (60 Minutes)
settembre 1983-aprile 1984: – (Dallas)
Premi Emmy:
1978
Migliore montaggio di una serie TV (categoria commedie) a Ed Cotter, per l’episodio Richie Almost Dies
Registi:
Jerry Paris, Herb Wallerstein, Mel Ferber, Frank Buxton, Art Fisher, James Tayne, Joel Zwick
Autori:
Garry Marshall, Barry Rubinowitz, Paula A. Roth, Bill Idelson, James Ritz, Stephanie Garman, Holly White, Art Baer, Bob Brunner, Frank Buxton, Lowell Ganz, Ben Joelson, Marty Nadler, Jerry Rannow, Mark Rothman, Greg Strangis, Joe Glauberg, ,Beverly Bloomberg, Bob Howard, Ron Leavitt, Brian Levant, Richard Rosenstock, J. Elizabeth Bradley, Jim Dunne, John B. Collins, ,Andrew M. Horowitz, Richard Gurman, Al Aidekman, Sid Arthur, Cindy Begel, Dick Bensfield, Barbara Berkowitz, Bobby Boswell, Louise Bryant, Nancy Churnin, Richard Correll, Anthony DiMarco, Charlotte M. Dobbs, David W. Duclon, James Patrick Dunne, ,Steven Dworman, Peggy Elliott, Judy Pidi Ervin, Ralph Farquhar, Marc Flanagan, Roger Garrett, Lloyd Garver, Allen Goldstein, Perry Grant, Steve Grant, Sam Greenbaum, Dixie Brown Grossman, Susanne Gayle Harris, Terry Hart, Ken Hecht, Craig Heller, Bill James, Joel Kane, Robert Keats, April Kelly, Calvin Kelly, Walter Kempley, David Ketchum, Lesa Kite, Artie Laing, Michael Leeson, Fred Maio, Alan Mandel, Babaloo Mandel, Bosco McGowan, Samuro Mitsubi, Richard Morgan, Gary Murphy, Warren S. Murray, Ria Nepus, Barry O’Brien, Barbara Fredrika O’Keefe, Michael O’Mahony, Robert Pekurny, Judy Pioli, David Reo, Mickey Rose, Lorna Rosenberg, Pamela Ryan, Don Safran, Ed Scharlach, Patt Shea, Mary-David Sheiner, Mel Sherer, Charles Shyer, Arthur Silver, George F. Slavin, effrey Stamin, Nancy Steen, Larry Strawther, Neil Thompson, Mike Weinberger, Yvette Weinberger, Sheila Judis Weisberg, Harriett Weiss, Jack Winter, Tiffany York, Steve Zacharias
Musiche originali:
Dan Foliart, Pete King, Frank Comstock, John Beal, James Patrick Dunne, Charles Fox, Jack Hayes
Tema iniziale:
Rock Around the Clock di Bill Haley & His Comets (prima e seconda stagione)
Happy Days, scritta da Charles Fox e Norman Gimbel, cantata da Pratt & McClain (stagioni 3-10)
Happy Days, cantata da Bobby Avron (stagione 11)

Potsie, Richie, Ralph
Produzione:
American Broadcasting Company (ABC), Henderson Production Company, Miller-Milkis Productions, Miller-Milkis-Boyett Productions, Paramount Television
Produttori:
Garry Marshall, Edward K. Milkis, Thomas L. Miller
Durata per episodio:
circa 25 minuti
Numero di episodi:
255 suddivisi su 11 stagioni
Serie Derivata da:
Love, American Style (1969-1974) – episodio Love and the Happy Days (25 febbraio 1972)
Serie derivate:
Laverne & Shirley (1976-1983)
Blansky’s Beauties (1977)
Mork & Mindy (1978-1982)
The Fonz and the Happy Days Gang (1980)
Joanie Loves Chachi (1982-1983)
Mork & Mindy/Laverne & Shirley/Fonz Hour (1982-1983)
DVD
Regione 1:
Happy Days – The Complete First Season
Io mi ricordavo molto bene del personaggio di Chuck e rimasi sconcertata dalla sua sparizione, tuttavia sembra che nell’ultima puntata il personaggio ricompaia come potete vedere dal mio url, e magari l’errore di Howard è da imputare al doppiaggio, dico magari perché la Sindrome di Chuck Cunnigham è una cosa famosa in tutto il mondo..